Sub rosa

”Sub rosa è una forma abbreviata dell’espressione latina Sub rosa dicta velata est, che ricorda come la rosa nei miti antichi fosse un simbolo di silenzio e di riservatezza. La frase latina significava che, se si poneva una rosa sul tavolo, chi aveva ascoltato o detto qualcosa era impegnato a tenerlo segreto.”

   (da Wikipedia).

 
Alcuni nostri costituzionalisti, finora silenti di fronte alla dubbia legittimità di decreti ministeriali liberticidi, fiorettano in questi giorni in punta di diritto se farne una legge dell’obbligatorietà vaccinale – poiché senza una legge ad hoc, l’articolo 32 impedisce la somministrazione forzosa di un presidio medico –, e si faccia attenzione a quanto quest’ipotesi pare stia a cuore a questi nostri legulei, e a quanto strabordi sulla più cauta opzione di lasciar invece la costituzione così per com’è, che pare sia stata congegnata piuttosto bene dai padri costituenti, informata da un principio prudenziale da uomini che erano grandi e belli, e che conoscevano l’ombra del Potere a tal punto – appunto! – da scriverci su un preciso articolo di legge. A tal proposito, intenti a contorsioni spirituali circa l’ipotetica creazione di una legge apposita, questi nostri concittadini luminari del diritto, invece che ispirarsi alla costituzione, suggeriscono di riesumare la funzione parlamentare (finora sostituita da provvedimenti autocratici e di dubbia legittimità), e ora sì che gli piace il parlamento!, giusto dopo che la politica ha deciso il taglio dei parlamentari, e giusto in tempo per la campagna di marketing che il governo sta mettendo appunto per un vaccino non adeguatamente sperimentato (pare servano in media 8 anni per metterne a punto uno sicuro), nel quale è stato messo dentro, a quanto si legge, di tutto, ma proprio tutto fatta eccezione per il McChicken… una campagna, questa, che vede nell’armamentario da PNL balorda e nel troppo facile appeal floreale i suoi punti di forza – ogni fiore è segno d’amore, recita il distico popolare –. Dicevamo, mentre questi esercitano l’onanismo su ranghi costituzionali e modificabilità dello statu quo, tutt’attorno è invece un deserto di senso, un silenzio degli innocenti (le vittime sacrificali) e da indecenti, tenuti ad una riservatezza sub rosa (per mantenere la metafora floreale!), un’intellighenzia che ha spento la facoltà critica, per negligenza o per dolo, di fronte a questa offensiva pubblicitaria dell’amore tout court.

Sì, perché l’amo(re) ne sarà il punto focale, la parola chiave di tutta questa campagna di “sensibilizzazione”, al termine della quale, Conte (ipse dixit), se la percentuale di carne vaccinale non avrà superato una certa soglia, beh, a quel punto l’amore uscirà di scena, e entrerà la strega cattiva, un personaggio archetipico ben piantato nella coscienza collettiva di tutti gli europei. Nelle fiabe, il fuso che punge, avvelenato; o la mela di Biancaneve… ecco, più che il fiore, avrebbero potuto scegliere come forma archetipica per i padiglioni vaccinali, appunto la mela, una bella mela seducente e con un potenziale segreto dentro. Questo avrebbe almeno mantenuto la dignità ironica ed estetica di un’operazione molto rischiosa, di cui nessuno si assumerà mai la responsabilità, poiché la macchina burocratica sempre cela, mistifica, nel gioco di rimandi, nello scaricabarile, sciogliendosi infine i nodi controversi nella liberatoria mistica, ormai monotonale, del bene pubblico, a tutti i costi. “La nuda vita” (cit. Giorgio Agamben) va protetta costi quel che costi. E continua a girare il motto che chi rinuncia al vaccino, dovrebbe rinunciare alle cure, solo per aver dissentito politicamente (questo vaccino, non il vaccino in generale, è pura enfasi politica). Come se le tasse uno che non vuole subire il vaccino non le pagasse, e come a dire che chi fuma e va verso un cancro annunciato, non dovesse poi aver diritto alle cure, per essersi scelto la sua morte, finendo così per pesare sul pubblico.

Il diritto alla vita non può esser svincolato dal diritto a scegliersi, per quanto possibile, la propria fine, nel principio a nostro avviso inviolabile dell’indisponibilità assoluta del corpo individuale a esser oggetto di esperimento scientista, quali che siano le intenzioni, financo le più nobili. Socrate decise liberamente di bere la cicuta, e non ne era costretto dalle circostanze.
In USA, già la dottoressa Moore mette il ferro dietro la porta, dicendo che qualora i vecchi dovessero morire in seguito alla somministrazione del vaccino, beh, per nessun motivo dovremo tracciare una linea di causa-effetto tra le cose. Che in sostanza, surrettiziamente, equivale a un invito a spegnere il cervello. Tutt’attorno, magistrati, giuristi e giornalisti, tessono un silenzio di pietra, il coro è unanime, e noi non resta che sperare nella potenza dell’eggregora o nella magia nera (per chi ne fa professione), dacché Stato e Chiesa sembrano ormai essere un tutt’uno saldato col quarto potere.

Gioele Valenti,
Palermo, 16/12/2020.

Fonte 1: Legge per una vaccinazione anti Covid obbligatoria;

Fonte 2: Editoriale ”Non allarmatevi se le persone iniziano a morire dopo il vaccino”.
 

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