V-Day

– ”Nel loro arsenale hanno già l’arma più potente che esista.

– Ah si, e qual è?

– La devozione.”

   (Tratto dal film V. Visitors di Kenneth Johnson).

 
“Ryanair, ti mette le ali!”, parafrasando la pubblicità della celebre bibita. Così la principale lowcost arringa, col potere del suo status popolare, al grido di: “una punturina, e prendi il volo!”, e dall’alto di una protervia mai vista, se consideriamo che la posta in gioco è la salute e che una reclame di questo tipo equivale a incitare le pecore a saltare da un burrone, visto la penuria di studi sugli effetti collaterali di questo vaccino, né a breve né a lungo termine. Ormai siamo alla cristificazione della pozione, trasformata in dogma fideistico.
Cosa c’entra una compagnia aerea con la propaganda vaccinale? C’entra.

Perchè l’affare Covid, sin dai suoi esordi, ha chiarito a chi non è cieco che l’orizzonte ultimo della pandemia, i cui dati sono ancora tutti avvolti da una fumosa cortina di numeri scarsamente interpretabili, è affare di mercato, e si esprime entro l’orizzonte neoliberista scadendo perfino, l’emergenza, a rango di merce. Assistiamo da troppi mesi al ripetersi di schemi antichi e inquietanti, una progressiva “semitizzazione” del dissenso politico, e al tentativo – potente! – di ghettizzare il dissidente, patologizzarlo sanguinosamente, sotto l’egida di un presidio medico che è diventato a tutti gli effetti un articolo di fede, un totem indiscutibile.
Mutatis mutandis, ciò che avvenne durante la promulgazione delle leggi razziali, in virtù delle quali a un altro ben più funesto comitato scientifico, e entro il salvacondotto di una presunta purezza della razza, tutto fu concesso, la radiazione di chi dissentiva, e ve ne furono parecchi!, la marginalizzazione dei dissidenti attraverso una sanzione collettiva, la purga di stato, la delazione come sistema, la ritorsione liberticida (vedi il ventilato patentino vaccinale).
Dunque la simmetria non è azzardata, sperando che il livello dell’azione governativa che appare a tutti gli effetti paraeversiva (vedi l’avvocato Marco Mori cliccando qui) non esondi i limiti di una razionalità politica, per quanto già oltremodo perversa, scivolando verso la pura violenza.

Dopo l’ordinanza del Tribunale di Roma di qualche giorno fa (per leggerla clicca qui), che dichiara l’illegittimità di uno stato d’emergenza permanente attraverso l’uso di atti amministrativi, soltanto un perfetto tonto non capisce qual’è la razionalità politica cui siamo soggetti, che nulla ha a che vedere con una crisi sanitaria, ma che ne cavalca l’onda e se ne serve per un disegno mercantile teso a riorganizzare in senso verticistico la società, ormai avvertita come, evidentemente, troppo democratica.
Assistiamo al fiorire di simboli che hanno più a che fare con una macchina da guerra, un apparato discriminante, che non con la salute pubblica (V-Day, braccialetti per i vaccinati, lessico da battaglia), un’attività sottotraccia, subliminale, per mezzo di media la cui opera nulla invidia alla propaganda di una Leni Riefenstahl.

La storia delle dittaure, tutte le dittature, coincide con la storia stessa della mistificazione. Già, perché nessun regime dispotico sovverte lo status quo in modo evidente ai più, ma aggira il problema, non smantellando l’ordinamento giuridico esistente, ma attribuendosi semmai l’esecutivo superpoteri per agire ben dentro la struttura di un’architettura istituzionale della quale non può fare a meno. Un impero sincretizza, non distrugge, risacralizza costruendo chiese su templi preesistenti, trasfigurando vecchi dèi, riplasmando nel volto unico di una nuova alba ideologica.

Gioele Valenti,
Palermo, 31/01/2021.
 

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