Democrazia, Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura

”Principi fondamentali sempre piu’ a rischio in Italia, in Europa e nel mondo”


 
Terra – Strasburgo, gennaio 2021.
Con la risoluzione dell’assemblea parlamentare n° 2361 – 2021 (“Vaccini Covid-19: considerazioni etiche, legali e pratiche”) a larga maggioranza e alla quinta seduta i membri di 47 paesi hanno approvato e sostenuto il No all’obbligo del vaccino Covid 19 e il No ai passaporti o patentini vaccinali.
Le votazioni si sono concluse con 115 voti a favore, 2 contrari e 13 astenuti.
180 parlamentari del Consiglio d’Europa hanno affrontato temi complessi, coccolati e confortati da tante comodità durante le cinque lunghissime sedute e, contemporaneamente, negli ultimi 150 giorni, centinaia di migliaia di cittadini a Napoli, Roma, Torino, Bologna, Parigi, Berlino (l’elenco è lungo) con il caldo, la pioggia ed il gelo hanno difeso questi principi, manifestando in strada, rischiando multe e denunce per la violazione di decreti discutibili, a volte incomprensibili e folli.

Non è mancato il dibattito nei media, tv, radio e giornali, molte volte un esercizio per il semplice riempimento di palinsesti dettati da venditori di pentole e carta igienica.
I principi fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto appartengono a tutti e sono rivendicati dai cittadini ed è obbligo, dovere del rappresentante nelle istituzioni locali, nazionali ed europee sostenerli.
Ma nella realtà manca il terzo attore fondamentale: l’informazione, i media, il giornalista da qualche tempo ha sostituito l’etica con la difesa dei propri interessi e gli editori appaiono sempre più ubbidienti agli sponsor commerciali.
Il mix delle condizioni dell’informazione italiana, e non solo, sono evidenti.
E’ sufficiente ascoltare pochi minuti la tv e leggere poche righe di un quotidiano ed appare evidente il disastro comunicativo: l’esacerbarsi della polarizzazione su tutti i principi fondamentali e questa situazione annulla qualsiasi confronto utile e democratico.

Uomini e donne in strada e rappresentanti istituzionali, a volte, vedono sovrapporsi i loro pensieri:
Le politiche attivate per l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 hanno causato molte sofferenze nel 2020 ed hanno devastato l’economia globale evidenziando disuguaglianze (come l’accesso all’assistenza sanitaria) e causando disoccupazione, declino e povertà.
Siamo stanchi e demotivati a seguire i comportamenti raccomandati per proteggerci ed i vaccini, a diffusione rapida, non sono una panacea. Le metodologie applicate e la rapidità con cui vengono sviluppati non creano fiducia e siamo consapevoli di essere inseriti in trials clinici per testare i vari vaccini approvati dall’EMA.
Non ci sembra sufficiente la cooperazione tra gli Stati, proprio in un momento importante e per tutti gli aspetti di questa emergenza sanitaria la politica è impreparata, l’industria farmaceutica sempre più affamata di soldi e le cronache già denunciano un accaparramento di farmaci e dei vaccini Covid-19 a discapito di chi non ha troppe risorse e con il rischio dell’innalzamento dei prezzi
”.

Queste voci sono reali, appartengono all’imprenditore costretto a chiudere, all’operaio che non ha più un lavoro, a chi ha gestito un teatro.
Come sono reali le indicazioni volute e sostenute da chi ci rappresenta nel Consiglio d’Europa.
E’ un errore grave se non diamo il giusto peso a queste decisioni, è un errore gravissimo se non continuiamo a sostenerle.

Si legge nello specifico punto 7.3.1 – ”garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se non lo desidera personalmente”;
Inoltre al paragrafo 7.3.2 – ”garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato”;
Si legge ancora al punto 7.5.2 – ”utilizzare i certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l’efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi”;
Ai governi è dedicato un altro punto 7.1.5 – ”mettere in atto programmi di compensazione vaccinale indipendenti per garantire il risarcimento di danni indebiti e danni derivanti dalla vaccinazione”.
Un rapporto di tre pagine, una sintesi della complessa situazione dell’emergenza sanitaria e causa di una serie di importanti questioni in materia di tutela dei diritti umani, tra cui la proporzionalità delle misure adottate dagli Stati, la base giuridica e le procedure nazionali applicate per sanzionare interventi o la mancanza di risposte.

Ora la mano passa all’informazione, le raccomandazioni sono state tradotte in diverse lingue nella speranza di non finire dimenticate nei cassetti di direttori, giornalisti etc etc.
Ora i media hanno la responsabilità di informare i cittadini (il ruolo da tempo ignorato) ma la Democrazia e lo Stato di diritto sono cose molto serie.

In quanto redattore della R.I.E. – Rete Informazione Europea, insieme ad altri redattori presenti quotidianamente dalle città di Londra, Berlino, Parigi e Roma sentiamo questa responsabilità ed insieme abbiamo deciso di accettare questa sfida facendo rinunce importanti, non accettando pressioni dai partiti e dalla politica, rifiutando ogni tipo di ricatto economico da parte di finanziatori.

R.I.E. difende e sostiene la libertà di stampa ed il libero pensiero.
E questo è solo l’inizio.

Maurizio Torti,
Napoli, 01/02/2021.
 

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