Una Panchina



Una panchina in un parco di inizi ‘900…
L’architetto aveva predisposto una scacchiera nel corpo della seduta.
C’è una nota di benevolenza in questo atto, un gesto di poesia che supera il tempo e che è atemporale nello stesso momento, apposta per viandanti in pomeriggi assolati.
Oggi dove tutto è pura funzione matematica della ricchezza, il Grande Architetto sociale usa altri metodi.
La paura al posto della bellezza. Il debito al posto di una promessa.
La frammentazione al posto di una visione.

Questo costruttore è degno delle cose umide e delle foglie morte.
Ha la faccia di qualcosa che il gatto ha portato in casa dal giardino.

Gioele Valenti,
Palermo, 21/02/2021.
 

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