Quanto male devi fare per poter fare del bene?



Inquietante spezzone video tratto dalla serie serie TV del 2020 dal titolo Utopia, e di cui e’ stata messa in onda una sola stagione e poi tolta dal palinsesto. Remake di una produzione datata 2013.
Utopia è una serie televisiva britannica ideata da Dennis Kelly e trasmessa in prima visione su Channel 4 a partire dal 15 gennaio 2013.

E SE IL COVID-19 NON FOSSE USCITO DAL LABORATORIO DI WUHAN, MA FOSSE GIÁ STATO INOCULATO NEL 2019 CON LA CAMPAGNA VACCINALE ANTINFLUENZALE?

Dall’inizio della pandemia non mi sono quasi mai occupato in termini scientifici del caso “vaccini” in quanto ho creduto fino ad ora che ognuno fa il suo mestiere ed in linea di massima bisogna fidarsi delle competenze specifiche soprattutto in questo delicatissimo caso, i vaccini.
Ora pero’ qualcosa non torna, anzi sono piu’ cose che non quadrano.

La prima e’ la preoccupante voce che si alza dalla schiera di medici, virologi e (udite udite) anche di giornalisti come Michele Santoro che, in qualche modo, alzano l’allarme sul preoccupante fenomeno dell’informazione unica senza dibattito sui vaccini e la messa in discussione degli effetti a lungo termine di questa “terapia farmacologica”, come sostiene Stephen Hann, Direttore dell’F.D.A. americana (Food and Drug Administration) che, ricordo, si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmacologici negli U.S.A..
Oltre ad altre voci autorevoli e non certo di complottisti o negazionisti, come vogliono far credere i mass media che percepiscono lauti compensi pubblicitari dalle multinazionali del farmaco e da altre multinazionali ad esse collegate.
Paolo Bellavite, docente Universitario, il Prof. Leopoldo Salmaso, il Premio Nobel Luc Montagnier, Massimo Galli e moltissimi altri scienziati e medici stanno alzando la voce per metterci in guardia sugli effetti a lungo termine di quella che definiscono “una terapia farmacologica” che potrebbe avere conseguenze ignote a lungo termine su una grossa fetta di popolazione inoculata.

La seconda, e non meno inquioetante, e’ la figura del Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario per l’emergenza al Covid-19 nominato da Mario Draghi (per quest’ ultimo vi e’ una sterminata documentazione per i piu’ distratti).
Il Genarale “chiacchierone” non si esime da uscite improvide come quella di “stanare con la Jeep gli ultra sessantenni non ancora vaccinati”, affermazioni che in un Paese normale avrebbero fatto sobbalzare dalla sedia qualsiasi Direttore di testata giornalistica o televisiva. Quello che mi lascia perplesso sulla nomina di un militare e, soprattutto, di un Alpino a capo di una Commissione del genere e’ proprio la tempistica e la singolarita’ della scelta da parte di un Governo, ricordo, non eletto dal popolo ma legittimato a vivere dal Presidente della Repubblica e dalla coalizione o, meglio, dall’accozzaglia di partiti che si sono trovati immediatamente d’accordo.

Un militare dovrebbe essere sinonimo di efficienza e scrupolosita’, poi se questo e’ anche Generale degli Alpini si dovrebbe andare sul sicuro, o no?
Manca dal suo C.V. la conferma di una mia ipotesi, diciamo intuitiva, e cioe’ se nel 2020 fu proprio il Generale Figliuolo ad organizzare, come Comandante Logistico dell’Esercito Italiano, il trasferimento con 70 camion militari delle salme di Bergamo e Brescia, frettolosamente inviate negli inceneritori per la cremazione, adducendo la pericolosita’ in quanto salme infette.
Infette di che cosa? Anche una matricola al primo anno di Biologia o Medicina sa che i virus muoiono con l’ospite, sono i batteri invece che prolificano.
Tornando ai fatti di Bergamo e Brescia, per dovizia di particolari e memoria storica, ricordo che alle operazioni di trasferimento delle salme parteciparono: Il Terzo Reggimento artiglieria di montagna, il settimo e ottavo reggimento alpini della Brigata Julia, il settimo reggimento trasmissioni e il reggimento logistico di Pozzuolo del Friuli.

Ora la preoccupazione di Figliuolo e’ quella di non raggiungere l’obbiettivo di vaccinazioni fissato per l’80% della popolazione italiana per fine settembre. I suoi timori sono focalizzati sugli “intoppi”, come lui li definisce, e, presumibilmente, si riferisce ai decessi di vaccinati, come il caso della ragazza diciottenne ligure (ma ce ne sono molti altri).

Ringraziamo il solerte Generale, capo dello “smistamento farmacologico del Governo Italiano”, per la delicatezza usata sulle vittime, almeno non le ha definite “effetti collaterali” alla stregua delle vittime civili causate dalle bombe intelligenti occidentali in Afghanistan ed Iraq.

Credo, per concludere, che se avessero affidato la logistica dei vaccini ad Amazon, la Multinazionale avrebbe trovato un termine piu’ umano che “intoppi”.

Stefano Becciolini,
Roma, 14/06/2021.
 

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