TRIESTE: TRA VIA DELLA SETA E CITTÀ SIMBOLO DELLA PROTESTA

[Editoriale sui fatti di Trieste che hanno infiammato le piazze (di Stefano Becciolini)]



Che dietro alcune decisioni del Coordinamento 15 Ottobre, e del suo portavoce… (ma lo è ancora?) Stefano Puzzer, ci siano alcune zone d’ ombra, credo sia sotto la lente di ingrandimento da alcuni giorni.
Gli interrogativi che hanno fatto nascere in me la curiosità di approfondire alcune questioni, è nata ponendomi delle domande:

Con chi si è incontrato Stefano Puzzer sabato 16 ottobre, e che ha poi portato alla sua dichiarazione di domenica 17 sull’ interruzione della protesta fino alla trattativa offerta da un portavoce istituzionale, del 30 ottobre?
Perchè il Governo ha reagito in quel modo brutale nello sgombero del porto di Trieste la mattina successiva alla ritrattazione della prima comunicazione di Stefano Puzzer la sera prima?
Perchè è stata organizzata dal Coordinamento 15 ottobre, la manifestazione di venerdì 22 ancora prima dell’ incontro con i rappresentanti del Governo Draghi ?
La decisione di annullare la manifestazione del 22 è stata presa dal Coordinamento 15 ottobre, o da Stefano Puzzer in maniera autonoma, mettendo in crisi come sembra il Coordinamento ?
Ma la domanda di tutte le domande è: quale è il ruolo del porto di Trieste nei delicati equilibri di geopolitica e geoeconomia tra Cina e Occidente Europeo, alla luce dell’ apertura della nuova via della seta?

Via della seta

Per le prime quattro domande ci rimettiamo nelle mani di Stefano Puzzer e /o nei rappresentanti del Coordinamento 15 ottobre, che volessero fare dichiarazioni in merito.

Per la quinta domanda sui rapporti tra Cina e porto di Trieste, vediamo di fare un po di luce.
La via della seta, anticamente era quella via marittime, fluviali e sopratuttto terrestri che collegava la Cina all’ Euroasia, addirittura dall’ epoca dell’ Impero Romano, fino ad arrivare a Marco Polo. Da questa via transitavano da, e per la Cina, beni commerciali di altissimo valore economico ed introvabili, soprattutto in Europa.

La nuova via della seta o “Belt and Road Initative“ (OBOR), è nata da una iniziativa del Presidente Cinese XiJimping, nel 2013 nel progetto di un piano organico per i collegamenti terrestri e soprattutto marittimi tra Cina ed Europa, con la costituzione di una Banca Asiatica di Investimenti per le Infrastrutture (AIIB) con un capitale di 100 miliardi di cui la Cina sarebbe il principale socio con il 29,8% di capitale. Tra i Paesi soci dell’ AIIB vi sono: Russia, India e Paesi dell’ Oceania.
Per il progetto OBOR, la via marittima è sicuramente quella preferita, visto che la via terrestre attraversa zone Asiatiche non propriamente tranquille. Nelle rotte predefinite della nuova via della seta, come porto strategico di importanza nodale, e’ proprio quello di Trieste, per due caratteristiche fondamentali:

La prima riguarda i fondali profondi, infatti tra i porti Adriatici, Trieste è il porto di primo sbarco per le merci cinesi stipate nelle immense navi da trasporto trans oceaniche che, dopo essersi alleggerite di una parte consistente del peso, possono attraccare a Venezia (secondo fondale piu’ alto), e successivamente negli altri porti adriatici.
La seconda riguarda la sua posizione e le sue vie di comunicazione con L’ Europa.

La città di Trieste, rappresenta l’esatto centro dei traffici che dal Mediterraneo arrivano fino ai porti del Nord, collocandosi come perno meridionale di un’asse che va dall’Adriatico al Baltico, ed è proprio su questa linea che risiedono gli investimenti della Germania nella piattaforma logistica di Trieste. Ma non solo, perché Trieste è anche il centro dei traffici tra Europa Est e Ovest, (importante punto di collegamento tra mondo occidentale e slavo).

Durante le dirette con il nostro inviato da Trieste per BECCIOLINI NETWORK, Maurizio Iacobelli, era venuto fuori più volte, il ruolo di una misteriosa nave che periodicamente attracca a Trieste con un prezioso carico e transitante dal Canale di Suez. Nulla di misterioso o complottista, si tratta solamente di una delle tante navi trans oceaniche provenienti dalla Cina che attraversano il canale di Suez, come rotta più breve e veloce. Come la porta container “Apl Oregon”, proveniente dal porto cinese di Shanghai, una delle molte navi porta container che dall’ aprile 2017 ha inaugurato a Trieste il nuovo servizio “Far East”, il servizio di trasporto Container Ocean Alliance che attracca settimanalmente al molo settimo, proprio il molo da dove è nata la protesta e la sua occupazione da parte dei manifestanti.

Conclusioni?

Solo cattivi pensieri, riconducibili a quanto scaturito dalle mie riflessioni e approfondimenti che posso riassumere in altre domande, a cui ogn’ uno di voi, può trovare delle plausibili spiegazioni:
1) Perchè tra i 34 porti italiani per traffico di merci, la protesta si è concentrata mediaticamente sul porto di Trieste?
2) Cosa avrebbe significato per gli approvvigionamenti di merci e petrolio per i Paesi del Nord Europa e soprattutto per la Germania, se il blocco fosse continuato ad oltranza? E per i rapporti commerciali con la Cina ? Senza contare le penali che il Governo italiano avrebbe dovuto pagare.
3) Ci sono state pressioni da parte di Governi “amici’ per lo sblocco della crisi triestina?
4) Vi sono state minacce da parte di Governi “amici”, su una possibile escalation di violenza con l’ infiltrazione di “gruppi addestrati” nella pianificata manifestazione del 22, poi annullata?
Ci sarebbero altre domande, ma tutte riconducibili ad una unica risposta che Stefano Puzzer deve dare: Con chi si è incontrato sabato 16 ottobre? Chi era la persona che ha mediato trattando per conto del Governo con Puzzer?

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